Cozzo Ferriero (foto Pierluigi Rottura / Archivio Ente Parco Pollino)
Certificato Unesco, 12 luglio 2017

La Faggeta Vetusta di Cozzo Ferriero, nel Comune di Rotonda in Basilicata, e la Faggeta Vetusta del Pollinello nel Comune di Castrovillari in Calabria, entrambe situate nel Parco Nazionale del Pollino, sono state proclamate Patrimonio Mondiale dall’UNESCO rispettivamente nel 2017 e nel 2021.

Infatti, queste due importantissime Foreste, scrigno inestimabile di biodiversità, sono state inserite nell’elenco del Patrimonio Mondiale Naturale “The Ancient and Primeval Beech Forests of the Carpathians and Other Regions of Europe”, ovvero “Le Foreste di faggio antiche e primordiali dei Carpazi e di altre regioni d'Europa”, che comprende 18 paesi europei (Albania, Austria, Belgio, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Francia, Germania, Italia, Macedonia del Nord, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Ucraina).

La Faggeta di Cozzo Ferriero ha un’estensione di circa 70 ettari e si sviluppa su una superficie quasi pianeggiante a circa 1.700 m. In quest’area si trovano faggi monumentali che hanno superato i 400 anni, alberi di svariate dimensioni e fusti morti ancora in piedi e a terra - tipici delle faggete vetuste - che l’assenza per lungo tempo di attività antropiche ha preservato, dando luogo a una foresta complessa e ricca di biodiversità.

La Faggeta del Pollinello vegeta in un contesto territoriale unico tra le cime del Pollino e del Dolcedorme, in simbiosi con il secolare Pino Loricato, e si estende fino a 2000 m di quota riuscendo, quindi, a resistere in condizioni climatiche e ambientali abbastanza estreme. In questa Faggeta, grazie alla collaborazione tra l’Università della Tuscia e l’Ente Parco Nazionale del Pollino, sono stati scoperti i faggi più vecchi d’Europa datati oltre 600 anni.

Il Comitato del Patrimonio Mondiale ha approvato l’inserimento delle Faggete nella lista del Patrimonio Mondiale considerando tra i criteri di valutazione che “queste foreste temperate complesse e indisturbate mostrano i modelli e i processi ecologici più completi ed esaustivi dei popolamenti puri e misti di faggio europeo attraverso una varietà di condizioni ambientali, come le condizioni climatiche e geologiche”. Ha, inoltre, sottolineato che “il faggio è uno degli elementi più importanti delle foreste del Bioma delle Foreste di Latifoglie Temperate e rappresenta un esempio eccezionale della ricolonizzazione e dello sviluppo di ecosistemi e comunità terrestri dall’ultima Era glaciale”, e che “la dominanza del faggio in vaste aree dell'Europa è una testimonianza vivente della capacità di adattamento genetico dell’albero”.

Dopo l'ultima Era glaciale, circa 11.000 anni fa, il faggio dalle piccole aree rifugio dell’Europa meridionale ha iniziato a espandersi verso nord. Durante questa espansione, che è unica e ancora in corso, il faggio ha dato forma a comunità vegetali complesse grazie all’interazione tra diversità ambientale, climatica e caratteristiche connaturali della specie. Queste foreste hanno, quindi, generato un prezioso ecosistema poiché custodiscono un serbatoio genetico di faggi e di molte altre specie che sono connesse e dipendono da questi habitat di foreste antiche.

Siti di riferimento

http://whc.unesco.org/en/decisions/6879
https://www.unesco.it/it/PatrimonioMondiale/Detail/481
https://www.faggetevetuste.it/faggete/cozzo-ferriero/#foresta

Galleria fotografica

Cozzo Ferriero (foto Pierluigi Rottura / Archivio Ente Parco Pollino)
Cozzo Ferriero (foto Pierluigi Rottura / Archivio Ente Parco Pollino)
Cozzo Ferriero (foto Pierluigi Rottura / Archivio Ente Parco Pollino)
Cozzo Ferriero (foto Pierluigi Rottura / Archivio Ente Parco Pollino)